Di prati, poltrone e altre cose

· 21:03

Mentre vi sto scrivendo mi mancano poco meno di 60 visualizzazioni per arrivare alle 60.000, è quasi ora di cena e ho un pensiero in testa.
Alcuni mesi fa è morta la nonna e purtroppo volenti o nolenti siamo stati catapultati nel mondo dei "Ma cosa succederà alle sue cose?", una bella domanda perché se i ricordi e i sentimenti si riescono a gestire trasformandoli delicatamente in scene di un film visto con gli occhiali 4D della vita, le cose sono tutta un'altra questione.
Sono solo oggetti ma racchiudono molto di più, hanno il sapore dell'utilizzo quotidiano e il loro aspetto familiare ti farebbe venire un principio d'infarto se dovessi vederli abitati da qualcun altro. L'odore è quello del famoso toast bruciato che, anche una volta buttato nella spazzatura, insinua la prova della sua presenza passando per le narici.
Alcune di quelle cose verranno buttate perché hanno smesso di avere senso, alcune cambieranno casa, altre contengono più aspetti negativi che positivi e verranno incapsulate e spedite probabilmente su Marte.
E poi ci sono quei cinque o sei pezzi antichi che nessuno si sente di adottare e sarebbe bellissimo annullare i sensi di colpa e farli sparire: ma proprio sparire! Con la bacchetta magica. Puf! Non ci sono più e dove sono andati non è mia responsabilità.
Ma ritorniamo al pensiero che mi scioglie le dita in quest'ora di relax a casa mia, che probabilmente mi accompagnerà per la durata della cena e del momento che precede le nanne: non sarebbe bellissimo far rivivere quegli oggetti anche solo per un giorno? Dargli un ultimo canto del cigno, riappacificarmi con loro utilizzandoli davvero.
Ma non lì dove sono, da un'altra parte in cui non sono mai stati e in cui probabilmente non avrebbero manco senso.
Immaginate un prato, un paio di alberi di mele antiche, il sole di settembre, le poltrone Luigi Qualcosa tappezzate di damasco giallo vaniglia, le tovaglie ricamate che si muovono col vento, una tavola apparecchiata con l'argenteria, un divano Luigi Qualcos'altro all'ombra per riposarsi dopo il pranzo, i tappeti persiani srotolati sull'erba uno sopra l'altro, la cassapanca intagliata piena di libri e un grammofono. Così, per fare un po' di baldoria.

E niente. Volevo dirvi solo questo.



Emily

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