Scusate se ho fatto la stronza

· 12:52

In questo giovedì torrido di agosto sono inquieta. Sono nervosa perché tutti i "Quando ho un po' di tempo devo fare.." non trovano soluzione per la pigrizia e per il caldo, o per la pigrizia dovuta al caldo. Inizio ad essere impaziente per l'arrivo dell'autunno che quest'anno coinciderà con il parto della casa nuova e con il ritorno del benamato piumino a scaldare le mie notti.
Ma soprattutto credo di essere inquieta per i destino di questo blog, che come forse avrete notato è moscio e pressoché assente. Eppure ci penso ogni giorno, a cosa farne di questo spazio che fino a poco tempo fa era così importante per me ed ora è diventato solo un tarlo malinconico.
Il fatto è questo: ho cercato di diventare famosa, e questo mi ha allontanata non solo dal mio scopo ma anche dal piacere di scrivere e condividere con voi quello che mi piace.
Ho lavorato per dare a Hugs and Violence una parvenza di blog da rivista, ho cercato di uniformarmi allo standard (per la verità troppo alto) di alcune mie colleghe, ho creato rubriche fisse quando invece io odio le rubriche fisse e odio ancora di più forzare la mia vena da coglionazza che non rispetta una scadenza a pagarla oro. Ho accettato piccole e insignificanti marchette che hanno esaurito la mia fonte di energie in cose che non hanno lasciato in me alcun segno, figuriamoci nel lettore.
Ed eccomi qui. Un po' svuotata. Ma adesso mi sono rotta, devo andare per la mia strada e ritornare a parlare a voi e non ad un ipotetico direttore di rivista perché a ben vedere, le soddisfazioni reali e tangibili che ho ottenuto grazie a questo blog è da voi che sono arrivate.
Il mio cruccio (e non solo mio, credo) era quello di fare del blog il mio lavoro ma in questa pausa estiva ho capito che il piacere di scrivere svanirebbe come un ghiacciolo sotto le ascelle se diventasse davvero il mio mestiere, e allora che fare? Cosa scegliere?

Ph_http://ryanmcginley.com

Oggi scelgo di essere libera come una farfalla, anzi come una mosca, di quelle che ogni tanto si posano sul tavolo e le vedi strofinarsi le zampette anteriori come se stessero tramando qualcosa di losco, oscillando tra una torta di fragole e una cacca di cane. Schifosamente libere.


La moodboard mensile? Forse la continuerò o forse no. La rubrica sul design del trentino Alto Adige? Se trovo cosucce interessanti sarete i primi a saperle ma non forzerò alcuna scelta. La rubrica sulla mia casa nuova? Scusate ma vi somministrerò solo qualche pillola perché, ammesso che ve ne freghi qualcosa, se vorrete farmi visita e curiosare basta suonare il campanello e una birretta fresca è sempre pronta per gli ospito, e poi perché ho seriamente bisogno di proteggere la mia tana dalle invasioni barbariche del web.
Ecco qui, credo di aver finito di ammorbarvi con la storia della ballerina che si trasferisce a New York per diventare famosa ma finisce in uno strip club e capisce che faceva meglio a stare a casa.
Ma mi sembrava giusto dirvelo.

Vi voglio bene e scusate se ho fatto la stronza.


Emily

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