Hotel Cubo di Hannes Egger | Living in a box

· 17:55

Com'è vivere in un cubo? Io lo dovrei sapere dato che sto in un monolocale, eppure non è esattamente la stessa cosa che dormire il un vero cubo di 6,25 mq posizionato al centro di un giardino pubblico.
Con due pareti di vetro. Da sola.
In questo esatto momento io ci sono davvero, in quel cubo, e per la precisione mi trovo nel cuore del quartiere Don Bosco di Bolzano.



Non chiedetemi il perché o il per come perché non lo so, è capitato e all'inizio mi sembrava una gran figata, poi mi è venuto in mente che forse non era poi sto granché e adesso sono qui e mi rendo conto che essere così "esposti" è terribile. Superata l'euforia iniziale arriva l'ora di mettersi a letto dato che di TV non se ne parla e perché il letto è l'unica cosa che entra nel cubo, assieme ad un comodino realizzato con una cassa per il trasporto opere del Museion. Due ganci alle pareti, un estintore e una mensola sopra la testa del letto con un kit di asciugamanino ciabatte e mascherina e le pubblicazioni di Hannes Egger, il giovane artista che ha concepito e realizzato questa installazione.
La stessa installazione nella quale stanotte mi farò una bella ronfata. Forse.
Dei ragazzini hanno appena bussato e sono scappati ridendo e qualcuno ha fatto una foto con il flash.
A cosa non si sa perché con le tende chiuse l'Hotel Cubo è solo un cubo nero.
Un po' bacheca da museo, un po' acquario, un po' stanza di quarantena.
È un po' essere un barbone di lusso. Con un letto confortevole, un tetto sopra la testa e lenzuola pulite, ma comunque esposta a fattori estranei.








Poi mi sono addormentata e ho dormito più o meno tutta la notte avvolta nel piumino come un baco da seta.
Al mattino il risveglio è stato fantastico.
Durante il sonno è scattata automaticamente la fiducia in coloro che mi circondano, per forza e per necessità, e le numerose persone con cagnolino da pisciare che sono passate davanti al Cubo avevano preso il posto dei vicini di casa.
Non ero più esposta come un fenomeno da baraccone ma mi sentivo come in campeggio in una chiccosa roulotte, mi sono lavata i denti nella fontanella del giardino pubblico e ho persino meditato che due o tre pink flamingos infilzati di fronte al Cubo non ci sarebbero stati male.
Abitare è fondersi con quello che ti circonda, che sia cemento o erba poco importa.
Abitare è lasciare le paure fuori dalla porta e riuscire a dormire.
Abitare è fidarsi, anche se là fuori c'è qualcuno di ostile.


Tutte le info disponibili sul sito di Museion - Bolzano.


Emily

Woodsman Axe Table | Sono il lupo cattivo

· 11:58

Sono in partenza per Bolzano, la bellissima e ordinata Bolzano, per passare una notte nell'hotel più piccolo del mondo.
Ma questa è un'altra storia e ve la racconterò domani.
Comunque sia l'auto è piena di benzina, la playlist per il viaggio è pronta e così anche il mio zainetto con il necessario per sopravvivere una notte fuori casa e non vedo l'ora di inforcare l'Autostrada del Brennero.
L'aria limpida del Südtirol e un pranzo a base di wurstel e kren mi aspettano e, già da ieri sera, sono entrata nel mood giusto per godermi a pieno questa mini vacanza a pochi chilometri da casa.
E siccome voglio rendervi partecipi di questa bella giornata, provo a farvi sentire un po' boscaioli dentro con il Woodsman Axe Table di Duffy London, disegnato a partire dalla favola di Cappuccetto Rosso dei fratelli Grimm.
Un tavolo per scongiurare la paura del lupo cattivo, per cene e aperitivi non troppo "affettati", un tavolo da duri, da tovaglie di flanella.
Come piace a me.







Disponibile in quercia noce e frassino, tavolo da pranzo, coffee table, console, per stragi del lunedì mattina e ritocchi alla barba.


Emily

I 25 anni di Ikea Italia

· 12:58

Ho colto la palla al balzo leggendo un altro blog, lo ammetto.
Quest'anno Ikea Italia compie 25 anni e a ben pensarci ognuno di noi ha un ricordo legato alla sua prima volta: chi la ama, chi la odia, chi finge di odiarla ma in realtà si diverte un mondo, il marito che fortunatamente trova decine di poltrone per mariti (quelle che vedete anche nei centri commerciali sulle quali spesso è spiaggiato un uomo leggermente sovrappeso con la radiolina per le partite e le borse dello shopping della moglie), il marito maniaco dei dettagli tecnici ecc.


Per me l'Ikea è:

  • Sentire la Svezia nelle mani già alla vista della torretta gialla e blu dalla tangenziale.
  • Litigare con mio papà che non ricorda mai (fingendo) l'uscita e dove parcheggiare.
  • Immaginare di vivere in ognuna delle finte casette con i libri tutti uguali, una volta in quella country, l'altra in quella romantica e anche in quella da teenager.
  • Pensare sempre di acquistare uno sgabello Frosta tantoèugualeaquellodi Alvar Aalto, anche se poi non avrei il posto in cui metterlo.
  • I peluche a forma di broccolo di fanno impazzire.
  • Ogni volta mi stupisco di come siano ben organizzati per intrattenere i bambini in modo ordinato educato ma creativo e divertente, come ad esempio quella specie di tendone da circo che c'è al ristorante all'interno del quale possono giocare e svagarsi mentre i genitori mangiano appoggiati al bordo tenendoli d'occhio in maniera non ossessiva e pressante.
  • Sì ok che i mobili sono in truciolare ma anche le polpette? Alla fine sopravvivi solo se prendi la cotoletta o un panino.
  • Nei bagni c'è un distributore di fazzoletti e calzini. Calzini.
  • Ciotoline e tovaglioli non sono mai abbastanza, e pure i sacchetti da freezer.
  • Dato che la maggior parte delle volte ci vado con i miei genitori (come gli americani che vanno sempre in campeggio con tutta la famiglia) non si può non comperare un po' di stoffa a metro per la collezione senza fine di mia mamma.
  • Non vedo l'ora di avere una camera da letto per poter comperare il tappeto a righe bianche e nere che punto da tempo.
  • Beh però quasi quasi potrei comperarmi il centesimo copri piumino...
  • Abolirei il reparto candele profumate perché vengo colta da una raffica di starnuti allergici, mal di testa e pure un po' di nausea.
  • Le piante finte hanno migliorato la mia vita.
  • L'ANGOLO DELLE OCCASIONI.
  • Il meraviglioso stand delle caramelle gommose nella Bottega Svedese che crea almeno due bambini felici: mia mamma e N.
  • Le brugole.
  • La renna a dondolo.
E come è accaduto per molte altre persone, per me Ikea rappresenta soprattutto il primo anno di università e la prima illusione di vivere da sola, la soddisfazione di montare un armadio più grande di me e la gioia infinita di non dover scegliere tra praticità e design.


Ma d'altronde non serve che vi ripeta per l'ennesima volta quanto ami profondamente Ikea, quindi auguri, mia dolce e bionda svedese.


Emily

Walter Giovanniello | Civica Project - Art and Design #2

· 15:33

Il secondo appuntamento (qui il primo) di Civica Project promosso dal Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto ha ospitato nelle sale della Galleria Civica di Trento il designer avellinese Walter Giovanniello.
L'attenzione agli scarti di produzione e la passione per l'artigianato e l'industrial design sono gli ingredienti fondamentali per capire la forza creatrice che sta alla base dei suoi prodotti, tutti estremamente eterogenei per quanto riguarda linguaggi, stili e materiali.

Dal mondo della lavorazione ceramica nasce Quotidiana, tazzina da caffè prodotta da Bhumi che riprende il gesto quotidiano di rotazione della mano per introdurre l'amata caffeina nei nostri corpi stanchi.
Il manico realizzato in ottone è un chiaro richiamo alle chiavi di carica di carillon e pupazzi a molla che meglio di tutti riescono a evocare il naturale bisogno di ricarica che spinge alla "pausa caffè".




Un gesto semplice e genuino, come quello di porgere un fiore, magari racchiuso nel vaso Mazzolino che riproduce in materiale ceramico il packaging solitamente utilizzato dai fiorai. La strozzatura centrale è realizzata a mano sia per una questione di perfetta aderenza sia per conferire un carattere di unicità ai pezzi che ovviamente risulteranno uno diverso dall'altro, esattamente come ci si aspetta da un oggetto artigianale.


E se state pensando che il vostro orologio da cucina, dopo aver combattuto numerose battaglie, è finalmente da cambiare vi consiglio uno sguardo a Tamuro, una cassa semplice e colorata cui viene applicata una decorazione proveniente dagli scarti di produzione delle lancette. Una fascia che non è altro che il negativo degli stampi e che, intermini di quantità di materiale, spesso supera quella della produzione stessa.



Non siete soddisfatti? Preferite qualcosa di più filosofico e paradossale? Ecco Zenone, che permette di giocare con le lancette curve in modo da creare figure e forme diverse ad ogni ora. Come Achille con la tartaruga i minuti e le ore possono rincorrersi, avvicinarsi o scappare in direzioni opposte.




Ultimo ma non ultimo il mio pezzo preferito, che visto dal vivo è una vera meraviglia.
Avete presente quelle scene dei film hollywoodiani in cui un lui serve un bourbon a una lei da un mobile bar a forma di mappamondo apribile? Ecco, da qui deriva la mia voglia incontrollata di avere un mappamondo in casa, con o senza alcolici all'interno, nonostante anni fa io abbia fatto il diavolo a quattro per togliere dalla parete della mia stanza una cartina geografica gigaenorme che secondo mio papà era il non plus ultra del wall decor.
Mappamondo.
Non cartina.
Ecco perché Nodo, prodotto da Atmosphere, ha solleticato questa mia antica passione: perché è illuminato di una luce bianca e fantasticamente rilassante, perché le indicazioni geografiche sono ridotte e adattate all'era di Google Maps, per il filo elettrico rosso, per il piedistallo ottenuto dal nodo di due tubolari cromati semplici e funzionali.




Alla prossima puntata!

Emily

Ispirazione | La casa del 1900 con la scala 2D

· 13:43

Ve l'avevo già accennato che sto per integrare la mia mansarda con un solaio che diventerà camera da letto, giusto?
Ebbene dopo infiniti iter burocratici (infiniti perché ancora non sono finiti) sembra che siamo arrivati al dunque e a breve inizieremo i lavori; di conseguenza in questi giorni sto setacciando la rete in cerca di ispirazioni e soluzioni alternative.
Dato che tra le due stanze ci dovranno essere degli scalini poiché gli spazi sono su livelli diversi, il mio chiodo fisso del momento è: come si scelgono le scale? E se non si tratta proprio di una scala ma di qualche gradino?
Vi anticipo subito che non lo so.
L'unica conclusione a cui sono arrivata però è sulla scelta del materiale, ovvero l'opzione scaletta in metallo al posto dei soliti step monolitici ingombranti e visivamente pesanti.
A parte questi noiosi panegirici sul futuro cantiere che si insidierà in casa mia, oggi vi vorrei mostrare una ristrutturazione davvero splendida di un'abitazione del 1900 a Milano in cui c'era la necessità di installare una scala per unire due livelli, senza sacrificare troppo lo spazio caplestabile e riducendo al minimo l'impatto del nuovo sulle preesistenze.








Adoro la rete al posto del parapetto sul soppalco, adoro le piastrelle antiche ed il pavimento in marmo, adoro le porte discretamente decorate e soprattutto amo alla follia questa scala bidimensionale.
Forse un po' scomoda e certamente particolare ma, secondo me, il contrasto non fa altro che aumentare la bellezza di questo appartamento sopravvissuto alla modernità senza camuffare un elemento funzionale e necessario come una scala dietro a stili e -ismi anacronistici.
Qualche bel mobile scandinavo, animaletti di porcellana e un paio di Lady di Zanuso e sarebbe la mia casa ideale.

Foto e progetto di Francesco Librizzi.


Emily

Il design francese di Moustache

· 11:38

Oggi ho scoperto questo brand francese, Moustache, che produce oggetti per la casa molto belli.
Sarà che quando vedo il legno di faggio naturale mi si attiva l'ormone del chebello, sarà che trovo i vasi per un solo fiore tanto assurdi quanto belli, sarà che se un appendi abiti ha una vaga forma di animale per me ne vale già la pena.















Resta solo in grande interrogativo: un pezzo di design può sacrificare la sua funzionalità in nome dell'estetica e del puro spirito ornamentale?
Non saprei darvi una risposta, perché in questo sono molto brava a predicare e non altrettanto a razzolare e sebbene un oggetto bello ma inutile resta un oggetto inutile, ogni tanto sono attratta dal mero decorativismo fine a se stesso.
Adolf Loos sarebbe così deluso da me.


Emily