Incontro con Piero Lissoni | La stupidità

· 13:15

Giovedì 13 marzo si è tenuto un evento a porte chiuse estremamente interessante presso la Design School dell'Istituto Marangoni di Milano.
La scuola è meravigliosa: la sensazione è di stare in uno di quegli istituti esclusivi che si vedono nei telefilm americani. Studenti per la maggior parte stranieri che mangiano, bevono e respirano design dalla mattina alla sera, tutti fighi, tutti stilosi, con una conoscenza praticamente perfetta dell'inglese e soprattutto con la possibilità di seguire seminari e lezioni tenute dai più grandi architetti contemporanei.
Giovedì scorso però, questa opportunità ce l'ho avuta anch'io.
E una lezione di design da Piero Lissoni in persona, beh, che ve lo dico a fare?


Lissoni ha impostato il suo intervento sullo stampo delle Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio di Italo Calvino, come "codice di rapprersentazione e come codice di discussione" per enunciare e spiegare i diktat ritenuti imprescindibili nel suo lavoro e in quello del suo team di creativi. Come da modello letterario, inoltre, ha collegato le personali parole d'ordine con alcune sue opere più famose, dalla collaborazione con Boffi a quella con Kartell passando per gli orologi progettati per Alessi e non solo.


Ma l'illuminazione è arrivata verso la fine del seminario: come ultima lezione (accanto a Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità e Coerenza) Lissoni presenta la Stupidità.

Cominciamo ad andare d'accordo Piero, ho pensato.

La stupidità intesa come guasconeria, divertimento, leggerezza e spensieratezza in confezione spray.
Ogni lavoro, secondo Lissoni, ha necessariamente bisogno di una dose di stupidità, non di quella previa scollegamento del cervello bensì di quella creativa sopra ogni regola e oltre ogni logica.
Stupidità come spericolatezza. Stupidità come mente che viaggia più veloce della mano e della tecnica. Stupidità come gioco. Stupidità che ti fa fare una cazzata e poi ti fa ridere a crepapelle della stessa.

E allora nascono inviti interattivi per Boffi che nessuno riesce a leggere e il cui unico limite è una "stupida" batteria che si scarica troppo in fretta, oppure, in un secondo tentativo, delle partecipazioni incise su dischi in vinile che solo pochi appassionati musicofili hanno avuto la possibilità di ascoltare.

Invito Boffi Salone del Mobile 2004 - design Piero Lissoni

Sedie definite da Lissoni stesso "comode come una bestemmia, sedie per fachiri", prototipi per una nuova estetica della lampadina a basso consumo talmente assurdi e cartooneschi che forse un pugno in faccia era meno efficace per declinare la commissione.

Le sedute per fachiri sono Cabrio per Living Divani - design Piero Lissoni

E.: " Partendo da questa sua riflessione sulla stupidità e la giocosità che vi è insita, ha mai avuto l'occasione o il desiderio di trasferire questi aspetti ludici in prodotti di design per il mondo dell'infanzia?"

P.L.: "Io credo di essere un bambino a vita, ho disegnato qualche giocattolo però io credo che i miei giocattoli in scala 1:1 siano più divertenti. Io alla fine disegno giocattoli per bambini un po' cresciuti.
A me piace questa idea un po' leggera di progettare delle cose per dei bambinoni.
Una Aston Martin DB9 come la considera? O una Porsche Cabrio 911. Io li considero dei giocattoloni.
Anche alcuni tavoli che disegno lo sono".

The Dark Side of the Moon Table per Glass Italia - design Piero Lissoni

Piero Lissoni è la dimostrazione vivente che il gioco, la goliardia e la mascalzonata sono, non solo parte integrante e motore della creatività geniale, ma anche armoniosamente accomunabili alla purezza e alla severità della forma.
Che ogni tanto la vita deve essere condita, a dosi minime e misurate, da un'elegante e coerente cialtroneria.



Emily

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