Mormor Porcelain | Pranzo domenicale con Normann Copenhagen

· 15:22

È uno dei miei brand preferiti in assoluto: Normann Copenhagen.
E la linea Mormor è quella che richiama di più la tradizione culinaria, riproducendo sulla ceramica la grafica semplice e casalinga degli strofinacci da cucina. Non è un caso, infatti, che mormor in svedese significhi nonna.
Una serie dalla linea moderna e pulita con un look accogliente, tradizionale e naturale, con l'aggiunta di particolari in sughero.
Come al solito la mia fantasia viaggia e immagino queste splendide stoviglie su una bella tavola rustica, magari durante un pranzo primaverile all'aperto. Un brunch in montagna all'ombra di un bell'albero di mele, le api che ronzano, le erbe di campo in insalata condite con violette e speck rosolato, il pane alle cipolle appena sfornato, una crostata di frutta e una coperta stesa al sole per chi vuole schiacciare un pisolino dopo mangiato. Tovaglioli di lino bianco e un mazzolino di Botton d'oro in un bicchiere.

Perché da domani è marzo e inizio a scalpitare per l'arrivo della primavera.











Che ne pensate?
Io adoro quando la tradizione si incontra con la modernità più razionale e pratica, e questo è uno di quei casi.
Love it!



Emily

La Copper Shade di Tom Dixon

· 16:41

Caro Tom Dixon,

è da molto tempo che trovo qui e là per il web fotografie della tua splendida lampada Copper Shade e finalmente sono riuscita a capire che si tratta di una tua creazione.
Non puoi capire come sia rimasta sorpresa del fatto che non si tratta di una sospensione Mid Century bensì di un pezzo datato 2005. L'utilizzo del rame, l'apparente invadenza del color rossiccio, la superficie riflettente e la forma perfettamente sferica mi avevano tratto in inganno, lo ammetto.
Devi sapere che di solito non amo oggetti così appariscenti, specialmente se si tratta di corpi luminosi, ma nel tuo caso credo di poter parlare senza esagerazioni di amore a prima vista.
E per non farmi mancare davvero niente, ti dirò, preferisco di gran lunga la versione big (45 cm di diametro) a quella più discreta. Se sfera infuocata deve essere, sfera infuocata gigante sarà.
Ricorda che se dovessi trovarti nei paraggi del Lago di Garda puoi sempre citofonarmi per un caffè, per un ombrello in prestito o anche per una pipì veloce.
Non c'è problema.
E se hai qualche Copper Shade in esubero potrei sempre tenerne una qui a casa, finché non troverai un posto dove conservarla. Sappi che a questo proposito hai la mia piena disponibilità.














Tu non lo sai ancora, ma credo che io e te possiamo diventare ottimi amici, con me potresti parlare di tutti i progetti che ti frullano nel cervello, senza contare il fatto che se hai dei problemi di magazzino io potrei aiutarti a liberarti di oggetti in esubero.
Ma questo credo di avertelo già detto.
Allora niente, fatti sentire se capiti nei paraggi. E ricorda, io e te Best Friend Forever.


Con affetto.
Emily

Flower Me Happy | Se le succulente sono l'unica speranza

· 13:52

Come siete messi con le piante? Nel senso, avete il pollice verde?
Io modestamente sono la numero uno, la migliore, il non plus ultra.
Nel farle morire però.
Nonostante questa mia dote di Sinistra Mietitrice però sogno piante rigogliose, giardini d'inverno verdeggianti, floride orchidee Phalaenopsis e piante aromatiche lussureggianti, anche se mi devo scontrare con la dura realtà dei fatti.
L'unica forma di vita che riesco a mantenere inalterata in casa mia sono i miracolosi cactus, piante succulente che, in barba alla fama di piante grasse, non hanno praticamente mai bisogno di essere nutrite.
Per integrare alla perfezione le piante del relax nella mia zona living cercavo dei vasi belli e originali, che non siano troppo sfacciati o colorati ma nemmeno anonimi e tristi.
E guarda un po': li ho trovati.
E indovinate un po': sono danesi, per la precisione di Copenhagen.

Si chiamano Flower Me Happy e sono fatti in porcellana dipinta dal brand Meyer-Lavigne.










L'effetto completo con la pianta inserita è delizioso, spiritoso al punto giusto e in mezzo ad altri vasi, magari bianchi o in concrete, credo che stiano benissimo.
Ognuno ha un nome proprio e se "per caso" la succulenta dovesse morire, beh, possono diventare dei perfetti vasi porta tutto.



Emily

Copenhagen | Lo speaker di Vifa

· 17:41

Ci sono campi del design in cui, purtroppo, le tamarrate superano di gran lunga gli oggetti di buon gusto.
Uno di questi ambiti è sicuramente quello degli speaker e amplificatori del suono, che troppo spesso mi ricordano quelle terribili autoradio che andavano tanto di moda negli anni Novanta con luci azzurre, eccessi di cromature sfacciate e addirittura i delfini animati che nuotano al ritmo della musica trasmessa.
Ed io, ancora oggi, nei negozi di elettronica, vengo pervasa da sconcerto e dubbio se quello che vedo sugli scaffali sia un nuovo stereo o un invasione aliena.

Poi, finalmente, l'ho visto. Lo speaker fatto per me e per chi ha voglia di ascoltare musica senza invadere la casa con casse enormi e dal design pacchiano che catapultano in un lampo nell'era di Willy il Principe di Bel-Air.
Sto parlando di Copenhagen, l'altoparlante di Vifa, brand danese attivo dal 1930. Rispetto del design e della funzionalità pratica, attenzione per i dettagli e per la linea semplice e organica grazie anche alla scelta di ben sei tessuti in lana eco-friendly colorati e grezzi quanto basta per accompagnarsi alla perfezione con la pulizia del telaio in alluminio.
Sobrio ma non noioso.







Copenhagen è wireless e portatile, collegabile ad ogni telefono cellulare, tablet, pc/Mac tramite Bluetooth o cavi.
Inoltre, con una applicazione scaricabile gratuitamente, può essere comandato a distanza tramite il proprio smartphone.






Potrei farci un pensierino...


Emily

Such Great Heights | Bambini americani che vanno in campeggio

· 14:15

Bambini americani che...
Una cosa che invidio tantissimo ai bambini americani è il campeggio. Il campeggio nei vari Camp Chippewa, quello con la famiglia in cui il tipico padre statunitense crede di trasformare il suo brufoloso figlio in un uomo vero e pure il campeggio nel giardino di casa con la tenda e tutto il resto.
Campeggi in cui si arrostiscono marshmallow, in cui si raccontano storie di fantasmi con la torcia sotto il mento, in cui si dorme nel sacco a pelo con un occhio aperto perché dopo la favola horror si intravedono ombre losche fuori dalla canadese.
Accampamenti con il falò perfettamente rotondo acceso con i legnetti e la paglia, stemmi da applicare sulla giacca per il più bravo ad usare i richiami per anatre e per il più abile con la canoa.
Che spettacolo.
Perché quando ho cominciato a chiedermi cosa spingesse dei bambini a dormire in una scomoda canadese piantata nel giardino di casa quando a pochi passi avevano disponibile la loro confortevole cameretta con un soffice letto, beh, in quel momento ho capito di aver perso un po' del mio spirito avventuroso.

Ma Such Great Heights un po' me l'ha fatto tornare, quel latitante ardimento da Giovane Marmotta.












Tende, trapunte arrotolabili, mantelli da Cappuccetto Rosso, toppe da applicare sullo zaino, tessuti vivacissimi.
E vorrei tantissimo la trapunta con gli orsi.


Emily