Halloween last minute!

· 17:11

Evviva!
Quest'anno mi sono preparata per festeggiare Halloween, anche se sinceramente non mi importa un granché della festa in se ma l'ho presa come scusa per fare semplici decorazioni per la casa.
Questo post è per tutti quelli che avrebbero voluto ma che ancora non hanno avuto tempo/voglia di rimboccarsi le maniche e soprattutto per coloro che hanno la convinzione che ci vogliano troppi soldi e impegno per creare qualche lavoretto DIY a tema.
Se invece volete qualcosa di più elaborato vi rimando ad uno dei miei post precedenti.
Ho anche comperato cioccolatini e dolcetti sperando che tornino i bambini che l'anno scorso ho lasciato a bocca sciutta.

 
Tic tac tic tac.
Il tempo sta per scadere.
Ecco due immagini delle decorazioni che ho fatto a casa mia, niente di fantascientifico, come potete vedere, ma l'effetto è carinissimo e anche se me le godrò solo io ho la consolazione di aver impiegato poco più di mezz'ora e meno di 10 Euro, compresa la zucca.

  • La ghirlanda:


Per le bandierine ho utilizzato del semplicissimo cartoncino verde latte e menta (perché si intona con i colori della mia casa) ma ovviamente si può fare con qualsiasi altra tonalità. L'arancione sarebbe l'ideale ma io detesto l'arancione. Sui triangoli ho incollato la scritta che avevo precedentemente stampato su un semplice foglio bianco e ritagliato.
Qui il link al pdf stampabile della prima parte della scritta.
Qui il link al pdf stampabile della seconda parte.
Il resto è spago (attaccato al muro con piccole palline di Patafix) e mollette da bucato che non devono essere necessariamente a pois ma che potete creare a vostro gusto a partire da quelle di legno.

  • La zucca baffuta e le mummie:


Per la zucca, come vedete sono andata sul semplice, ho ritagliato dei baffi di cartoncino nero e li ho applicati con una pallina di Patafix. Di intagliarla neanche parlarne perché ancora non so quando avrò intenzione di mangiarmela ma anche se sembra il massimo della banalità vi assicuro che dal vivo è super carina.
Per le mummie porta candela ho semplicemente preso dei barattoli di vetro (che riutilizzerò per conservare legumi o semi per pop corn) e li ho avvolti con della benda di garza che si trova in qualsiasi supermercato nello stand dei presidi medici. Occhi e baffi li ho ritagliati con del cartoncino nero e bianco e il lumino beh, penso che si trovi in qualsiasi casa.

Sì lo so, Halloween non fa parte della nostra cultura e bla bla bla e ci guadagnano solo i produttori di cioccolata e bla bla bla ed è una festa troppo yankee per noi italiani alternativi ma...
Chissenefrega.
Mi sono divertita un sacco.



Emily

Come una matryoshka | матрёшка

· 17:38

Mia nonna ha sempre avuto una matryoshka, una di quelle classiche, e a me piaceva un sacco anche perchè non c'erano molti giocattoli in casa sua con cui passare il tempo e la necessità, già allora, mi aguzzava l'ingegno. 
Adesso ne ha quasi una in carne ed ossa, minuta e simpatica che si chiama Luna e che l'aiuta nelle faccende della vita quotidiana e che viene dalla Moldavia.
Lei e tutte le corpulente badanti che spesso hanno l'abitudine di riunirsi per chiacchiere tra amiche nel parco vicino a casa mia mi hanno ispirato questo post, per cercare anche solo di immaginare le meraviglie di una cultura così lontana. La lingua, i caratteri di scrittura, i colori, i tessuti, i cibi, le temperature, la storia politica, la religione.
Ma come sarà essere una trentenne russa? Sarà poi tanto diverso?
E poi, se qui da noi si dice "vestirsi a cipolla", in Russia si dirà "vestirsi a matryoshka"?
Ma soprattutto, l'insalata russa si chiamerà così anche lassù? Ve lo dico io, in Russia si chiama insalata italiana (per le presunte origini piemontesi) e questo è indice del fatto che nessuno vuole assumersi la responsabilità di quel mappazzone di maionese e verdura.
Vi lascio con queste immagini che a me fanno letteralmente gli occhi a cuoricino.
Godetevi i colori.



Vestito dei primi decenni del XX secolo esposto al Metropolitan Museum.


Una serie di vestiti da brivido di Bisovsky, l'ultimo di questi è un incrocio perfetto tra Frida Khalo e le bambole russe.



Quanto bello è quest'uomo?


Due capi della collezione Primavera Estate di Rochas.


Non ho trovato riferimenti per questi capolavori... Sorry.



 
Tre delle tante poltrone che potete trovare nel negozio on line di Name Design Studio.





Adesso mi è venuta voglia di fare un viaggio.
E pure di insalata russa.



Dasvidaniya.
Emily

P.S. Votate per me su Grazia.it!

Cath Kidston | Incubi e country inglese

· 14:04

Stamattina potevo dormire.
Stanotte però ho fatto un sogno allucinante, pauroso, angosciante ma che non era proprio un incubo. Un sogno che se l'avesse fatto Tim Burton l'hanno prossimo saremmo tutti al cinema a vedere Nightmare before Halloween.
Io e N. eravamo in un'enorme casa per un evento ma nonostante tutti i nostri sforzi la casa stessa non ci voleva far uscire, scambiando continuamente le porte e catapultandoci in nuove stanze mai visitate prima che secondo la logica non dovevano nemmeno esserci. C'erano mani che sbucavano da sotto le sedie per afferrare caviglie (e io le prendevo per il polso e le spezzavo come ramoscelli secchi), c'era un bambino in una culla ai piedi di un letto che dormiva sempre ma che poi improvvisamente ha aperto gli occhi, c'erano molte finestre che però, dopo essere riusciti ad uscire, non riuscivamo a vedere dall'esterno.
Ad un certo punto del sogno però, quando finalmente ci sentiamo al sicuro passeggiando per le stradine del paese, finalmente fuori da quella stupida casa, io inizio a perdere ciocche di capelli e il farmacista mi consiglia di ritornare nella casa per curarmi e mi arriva un sms dalla casa stessa che mi dice che sono morta. O forse che morirò. Boh. Comunque prima o poi tutti muoiono quindi non è poi così brava a fare previsioni, quella casa.
Una volta ritornati dentro ci accoglie la mia amica M. che di lavoro ha a che fare con i pazzi (nella vita vera) e gli interni e l'arredamento sono diventati tutti bianchi e lei ci fa capire che in realtà è facilissimo trovare le varie stanze e che la confusione e il panico che avevamo vissuto prima io e N. in realtà erano dovuti a nostri problemi mentali. Scatta il conseguente tentativo di somministrarci medicine che noi tentiamo in tutti i modi di evitare scappando e incasinandoci nuovamente in quella casa che, a quanto pare, era un labirinto solo per noi due.
Ecco.
Sicuramente c'erano molti altri particolari ma adesso quel che mi ricordo è questo.
Poi un tuono ed una bomba d'acqua mi hanno svegliata e, dopo essermi preparata un caffè ho pensato che il miglior modo di stemperare un po' l'ansia da sogno fosse immergermi in tutt'altra atmosfera: lo stile country e rilassante di Cath Kidston.
Cath è una designer inglese (che oltre tutto è membro dell'Ordine dell'Impero Britannico) che pensavo dedita soltanto allo stile floreale che l'ha portata al successo ma che in realtà ha allargato notevolmente la sua produzione con molte altre cose meravigliose.
Qualche esempio:



Gli oggetti e gli accessori in vendita nel suo shop on line sono tantissimi e di ogni genere e caratura, ecco come risolvervi un po' l'imbarazzo della scelta con qualche foto d' ispirazione.







 






Adesso va meglio.
Emily

Oscar Sabini, il collage e altre cose very cool

· 11:49

E poi ogni tanto capita che guardi fuori dalla finestra e ti accorgi che l'inverno sta arrivando e che il tempo libero incomincia a farti paura. Temi la solitudine, la noia, le menate che ti si insinuano nella testa solo perché non hai un bel niente a cui pensare.
Poi però capita anche che per puro caso scopri che a 40 km da dove abiti organizzano workshop e laboratori su argomenti che non conosci per niente ma che, pur non essendo il tuo pane quotidiano, in qualche modo ti stuzzicano e l'iscrizione scatta automatica.
"Boh, vedremo" ho pensato.
E invece poi salta fuori che i quattro giorni di corso sono una figata. E pure le persone che partecipano assieme a te. E pure l'insegnanete e il suo lavoro. E pure tutto il resto.

Non voglio lasciarvi troppo in sospeso e vi spiegherò meglio il motivo per cui non scrivo da qualche giorno ormai.
Inaspettatamente sono entrata nel mondo dell'illustrazione con la tecnica del collage, che non ha niente a che vedere con le accozzaglie di carta che si realizzavano all'università per decorare le stanze con quel tocco di creativo/alternativo/tuttiamicituttifratelli e che alla fine si risolvevano semplicemente in un foglio A3 con appiccicati volti di note rock star su cui applicavamo occhiali colorati fuori scala. Dai, li abbiamo fatti eccome.
Prima di farvi vedere i lavori che ho partorito e quelli che sto per completare vorrei farvi capire bene di che universo magico sono venuta a conoscenza: questi sono i lavori di Oscar Sabini, maestro e guida di questi quattro giorni vissuti presso lo Studio d'Arte Andromeda di trento.











Io penso che siano semplicemente splendidi. Sognanti.
Che ne pensate? Andate a farvi un giro sul suo sito web su cui potete trovare anche la bibliografia (ma si chiama così anche quella degli illustratori??) perché io penso che se per Natale dovete fare qualche regalo a bambini, ragazzi o adulti con l'anima bella, beh, questa potrebbe essere un'ottima idea.
A meno che non preferiate regalare Barbie Cubista Diventapropriocomeme che allora vi invito gentilmente a cambiare spacciatore.

P.S. Le foto sono ovviamente prese dalla pagina Facebook Oscar illustration.



Ciao!
Emily

100 candels!

· 19:40

E poi succede che senza che tu te ne accorga arrivi al centesimo post e invece che celebrarlo con un argomento importante e un testo corposo accattivante e creativo, lo sprechi con una cosa del genere.
Però in fondo, buon centesimo post a me!




Emily

Knit fast, die warm

· 17:51

Attenzione!
Stasera inizio il corso di maglia, che poi si chiama maglia ma con i ferri e il gomitolo non è che devi per forza fare una maglia.
Una volta a settimana io e la mia amica A. ci diletteremo a colpi di lana e chiacchiere con un'insegnante che ci aiuterà ad iniziare e completare i progetti che ci interessano di più insegnandoci i vari punti e le procedure.


Ovviamente io ero già partita in quarta con l'intenzione di fare un maglione per N, cosa che per fortuna mia mamma (super brava anche lei) mi ha tolto dalla testa per evitare di iniziare un lavoro che finirò molto probabilmente nel duemilamai. Quindi: berretto!
Il cardine di ogni serata trascorsa a sferruzzare, l'oggetto invernale più perso e dimenticato in assoluto, l'imparaticcio migliore per ogni aspirante knitting girl.
N. non morirà di freddo. N. ce la farà a superare anche questo inverno grazie a me e alla mia abilità nell'intrecciare un semplice filo di lana.
Ce la farò e diventerò talmente brava che Missoni mi suonerà il campanello per pregarmi di lavorare per lui ma io no, non mi monterò la testa, rimarrò una ragazza semplice con i piedi per terra. Una ragazza semplice che quando era piccola è stata allevata dalle pecore e che è stata morsa da una pecora cattiva ottenendo così dei super poteri.
Il mio berretto non terrà soltanto caldo ma donerà a colui che lo indossa un fascino irresistibile.



Chissà se un giorno riuscirò a creare anche qualcosa per la mia casa, quel tocco di fatto a mano che mi piace così tanto e che sarebbe bello se potesse essere fatto con la mia di mano.
Che ne so, un plaid per il nostro futuro divano, un pouf per appoggiare i piedi, un cuscino...
Qualcosa che possa anche solo avvicinarsi a questi meravigliosi pouf e sgabelli di Claire-Anne O'Brien:








Mica male eh?
E poi chissà, magari un giorno avrò finalmente un cane.



Emily

P.S. Ricordatevi sempre di votare per me nel concorso Blogger We Want You! di Grazia.it.