I like to Rock!

· 19:55

Ho sempre desiderato una sedia a dondolo. È divertente, è metà altalena e metà sedia, è rilassante.
Quando ho scoperto che "sedia a dondolo" in inglese si diceva "rocking chair" ho proprio avuto la conferma che, non solo dovevo averne una nella casa dei miei sogni, ma che sarebbe stato uno dei miei pezzi di arredamento preferiti per rockeggiare.
Best ever.
Infatti, ogni volta che vedo una sedia a dondolo, che sia brutta, bella, media o orribile, mi viene l'impulso irrefrenabile di salirci sopra per vedere come va. Come se fosse un'automobile.
Pronti per la selezione?
  • L'austro-ungarica.
Era il 1860 quando l'ebanista austriaco Michael Thonet produsse la storica sedia a dondolo in legno curvato con la seduta in paglia di Vienna. E ancora oggi è il modello che noi tutti abbiamo impresso nella mente, magari con sopra una nonna con il lavoro a maglia sulle ginocchia o con un bel libro di favole.



Pablo Picasso sulla sua sedia Thonet

Ancora Picasso + Thonet

  • La finlandese.
Avete mai sentito parlare di Ilmari Tapiovaara? È una delle poche designer donne che ha avuto la possibilità di esprimere le proprie idee e i propri progetti e, nel suo caso il mentore a cui deve questo privilegio è Alvar Aalto.
Nel 1956, infatti, Ilmari Tapiovaara disegna la serie di sedie Mademoiselle per l'azienda finlandese Artek e tra queste c'è ovviamente una sedia a dondolo.
Bella.
Moderna.
Confortevole come solo in Finlandia sanno fare.
Purtroppo non ho trovato molte foto...


  • L'americana.
Ovviamente è la RAR di Charles and Ray Eames. Lei.
La prediletta.
La fidata.
Nel 1950 i designer americani progettano questa meraviglia in vetronite, acciaio e legno che oggi è prodotta da Vitra.







Il caro vecchio Charles Eames
  • La nuova.
Se non avete voglia di modernariato ci sarebbe anche questa sedia, la Volley Rocker, disegnata solo pochi anni fa da Adam Goodrum per Made by Tait in zinco e corda. Non male vero? Bella sia per l'interno che per il giardino o il balcone.







Let's rock!
Emily

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