Anche Audrey ha un divano

· 15:24

Audrey, la magica Audrey. Lei era l'eleganza fatta a persona, era sinuosa, dolce, intelligente, l'anticristo della volgarità, una brava attrice, un'ambasciatrice dell'Unicef.

Beh, care ragazze siate consapevoli che voi NON siete come lei. Ed io men che meno.

Da troppo tempo assisto ad un abuso bello e buono della figura di Audrey Hepburn, troppi cloni che con lei non hanno niente a che fare.
Soprattutto il suo personaggio in Colazione da Tiffany è stato travisato e confuso.
Holly Golightly era una prostituta d'alto bordo, praticamente una escort, una arrampicatrice sociale che solo alla fine del film raggiunge la consapevolezza che soldi, gioielli e party non possono sostituire il vero amore. Nel suo frigorifero c'è solo alcool e latte, rubacchia oggetti di poco conto dai grandi magazzini newyorkesi, aiuta un boss mafioso a gestire affari malavitosi dall'interno di una prigione, ha abbandonato marito e figliastri e soffre di crisi di panico e isteria.
Sicuramente è più facile concretizzare un personaggio con queste caratteristiche partendo dal romanzo di Truman Capote, dato che il viso perfetto e raffinato di Audrey Hepburn nella versione cinematografica annebbia la più ferrea obiettività.


Ma i fatti sono questi. Holly è la Paris Hilton degli anni Cinquanta. Tant'è che Capote aveva previsto che la protagonista fosse interpretata dalla bellezza esplosiva e sensuale di Marilyn Monroe.
Quindi, care le mie gallinelle, portare un filo di perle, fumare con l'aiuto del bocchino e indossare vestiti cheap che assomigliano a capi Givenchy tanto quanto un triciclo assomiglia ad una Rolls Royce, beh, non vi aiuterà ad accentuare la vostra raffinatezza. Voi assomigliereste a vostra nonna mentre Holly era, per l'epoca, una convinta anticonformista.
Anche perché nella realtà una tipa in abito lungo e diadema che si mangia una brioche in pieno giorno davanti ad una vetrina è ridicola.
Affinché questo ensemble funzioni ci sono due requisiti da cui non si può prescindere: deve accadere sullo schermo cinematografico e la protagonista deve ESSERE Audrey Hepburn. Solo così la scena acquista magia e sofisticata stravaganza.

Non fraintendetemi, io adoro Audrey Hepburn e altrettanto i suoi film. Amo quel suo essere stata un cerbiatto sopravvissuto nel mondo di lupi di Hollywood e il suo totale disinteresse nel diventare oggetto sessuale e bomba sexy al fine di portare plotoni di militari allupati al cinema a vedere le sue pellicole.



Ed è proprio per questa mia grande ammirazione che odio vedere come il suo personaggio più famoso sia considerato alla stregua di un costume da carnevale.
Lasciate perdere le perle di plastica, le frangette corte che vi fanno sembrare Jim Carrey in Scemo e più scemo e le sopraciglia folte alla Martin Scorsese. Lei è lei. Punto.
Provate invece ad usarla da esempio (se proprio non la volete lasciare in pace) per trovare un modo tutto vostro di essere raffinate, ma per favore non fatelo scimmiottando una brava attrice che per finzione interpreta una escort che si fa pagare "per la toeletta".

Non so perché ho scritto questo post come se stessi direttamente parlando a qualcuno.
Ogni tanto lo faccio.

Per sdrammatizzare vi pubblico un po' di foto di uno dei protagonisti di Colazione da Tiffany che solitamente non si fila mai nessuno: il divano vasca da bagno.

 





 Emily

Nessun commento:

Posta un commento