Filo diretto

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Design semplificati, trame che sottointendono coperture inesistenti, ragnatele, strutture senza riempimento.
Nel 1889 Gustave Eiffel costruì la sua celebre torre per l'Esposizione Universale di Parigi e da quel giorno tutto è cambiato. La struttura della torre diventa la torre stessa, senza il bisogno di ricoprirla con orpelli inutili e con un crescente orgoglio nel mostrare solo ciò che serve.
Adolf Loss negli anni '20 diceva che l'ornamento è delitto e che solo chi ha paura della verità aggiunge il superfluo al basico, lo infiocchetta e "tenta" di abbellirlo compiendo invece un'operazione di camuffaggio.
Designer di tutto il mondo hanno applicato questo principio architettonico a oggetti d'arredamento quotidiani azzardandosi a chiamare poltrone anche sedute che di imbottito e poltronoso hanno ben poco. La stoffa e la gommapiuma scompaiono e ne resta solo la struttura metallica, un po' come già si faceva con il vimini o con l'arredamento per giardini. Questo trend viene man mano applicato anche a lampadari, sgabelli e complementi d'arredo in generale che della trasparenza e della leggerezza ne fanno il loro punto di forza.
L'acciaio è il materiale perfetto per questo processo di sottrazione e semplificazione, per poterci guardare attraverso come fa un canarino dalla propria gabbietta. Illusione di libertà e l'annullamento di ogni ostacolo alla luce e allo sguardo.


È vero, talvolta questi oggetti hanno un non so che di freddo e duro, ma certi pezzi acquisiscono invece un aspetto etereo e impalpabile, senza tener conto del fatto che si inserisco perfettamente in quella corrente di minimalismo che si delineerà soltanto negli anni Sessanta ma che stava già scaldando i motori trent'anni prima con il "less is more" di Mies van der Rohe.

E dopo le chiacchiere ecco i fatti:

Wire Chair DKR e DKX di Charles e Ray Eames
Nuovi colori della Wire Chair DKR
Ecco le Wire Chair DKR e DKX di Charles e Ray Eames, architetti e designer americani attivi a partire dagli anni '30 sui quali prima o poi scriverò un mega post.
Questi due modelli sono datati 1951 (avete letto bene????) e sono prodotte da Vitra. Se vinco alla lotteria di Capodanno voglio vivere circondata solo da loro creazioni. E basta.

Bertoia Side Chair
Bertoia Diamond Chair

Parallelamente Harry Bertoia, italiano naturalizzato statunitense, nel 1955 crea la Side Chair e la Diamond Chair per la ditta Knoll.
Ancora non si era pronti per abbandonare definitivamente l'imbottitura.

Facendo un bel salto ai tempi nostri ecco cosa hanno prodotto i designer contemporanei, a mio parere senza superare i loro predecessori che mi fanno letteralmente andare giù di testa.
Partiamo da Bend Seating, un brand di Los Angeles very very bello. Ottima idea usarle come sedie da pranzo intorno ad un tavoloneoneone di legno.

Modello Ethel
Bunny Lounge Chair
Pouf Drum
Modello Farmhouse, la mia preferita.
Modello Lucy

Altrettanto belle e delicate la serie di sedute Leaf di Lievore Altherr Molina per Arper, mi piace particolarmente il color foglia tenerella sia per interni che per esterni:

Modello Sled Lounge
Modello Sled

 Queste sono invece di Constance Guisset, anche lei molto eterea e fantastica:

Lampadario Vertigo
La sedia a dondolo Sol

Lo sgabello Sidekicks di Timothy John:



La poltrona Reverb Wire Chair di Brodie Neill per Marzorati Ronchetti presentata al Salone del Mobile del 2012 e prodotta in edizione limitata per sollazzare solo pochi e fortunati deretani:



Il coffee table Wire di Arik Levy per Zanotta:


Le sedute da giardino di Patricia Urquiola:


Ed infine l'unico oggetto che posso permettermi, la ciotola porta frutta Trådig di Ikea. Momento tristezza e rassegnazione.




Emily

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